Stop Loss: 3 tecniche per piazzarlo sul grafico
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Stop loss

Stop loss: 3 tecniche per piazzarlo sul grafico

Stop loss: 3 tecniche per piazzarlo sul grafico

Lo stop loss, il più fedele compagno di ogni trader, quando fai trading non deve mai mancare.
Che tu stia per cliccare BUY oppure SELL, sapere dove impostare lo stop loss protettivo è la prima cosa che devi tenere a mente quando fai trading.

Puoi fare trading sul forex, comprare azioni della Borsa italiana, operare intraday sugli indici mondiali, ma solo una cosa è certa: lo stop loss rimane il nostro paracadute di sicurezza nel mondo del trading online.

Oggi vedremo come impostare correttamente lo stop loss, quali sono le tecniche più efficaci e  dove piazzarlo sul grafico del prezzo. Vedremo qualche tecnica dove impostare anche lo stop loss dinamico oltre ai classici metodi sui livelli statici.

Prima di continuare vorrei che tenessi a mente questa regola fondamentale per impostare gli stop loss:

Imposta sempre lo stop loss dal punto di vista grafico, e solo dopo valuta se puoi sopportarlo economicamente.

3 tecniche per piazzare lo stop loss

Voglio spiegarti 3 tecniche semplici per impostare lo stop loss, potrai applicarle da subito al tuo prossimo trade. La prima tecnica è abbastanza comune le altre due invece riguardano l’inserimento di stop loss dinamici.

Partiamo subito con la prima

1. Impostare lo Stop Loss dietro i massimi e minimi di prezzo

Piazzare lo stop loss dietro i massimi e minimi di prezzo è la tecnica più semplice, bisogna cercare il massimo o il minimo che sia più vicino alla nostra entrata.

Per capire quali sono i massimi e i minimi più vicini dove posizionare lo stop guarda il grafico seguente

Stop loss dietro i minimi del prezzo

Facciamo finta di dover cercare un’entrata a rialzo su questo grafico, trovandoci all’ultima candela sarebbe una buona idea mettere lo stop loss sotto l’ultimo minimo (linea blu).

Anzi, sarebbe un’ottima idea!

Poco tempo prima il prezzo ha messo a segno altri minimi sullo stesso livello (parte centrale in basso nel grafico), quindi tale area prende ancora più valore.

L’ideale per una buona operatività sarebbe, in caso di entrata a rialzo, cercare il primo target dove liquidare la posizione e calcolare il rischio rendimento dell’operazione.

Ad oggi non sarebbe conveniente, perchè?? Guarda questo secondo grafico.

Stop loss dinamico calcolando R/R

I due riquadri indicano la distanza del prezzo dall’area identificata come target (riquadro verde), e la distanza dall’area dove piazzeremmo lo stop loss (riquadro rosso).

Anche se posizionare lo stop loss in questo caso è molto facile, l’operazione non sarebbe molto interessante.

Entrare al prezzo di oggi significa rischiare la stessa cifra di quella che si cerca di guadagnare, quindi non è intelligente dal punto di vista operativo.

Inoltre per arrivare al primo target c’è anche un’altra resistenza poco sopra la nostra entrata (linea tratteggiata).

Devi cercare le operazioni dove il rischio/rendimento sia almeno di 1:2, significa che se lo stop loss prevede 50€ di perdita devo puntare a guadagnare almeno 100€.
Io di solito adotto un rapporto di 1:3.

Se il prezzo ritornasse più giù magari un pensierino potremmo anche farcelo 😉

Osserva ancora questo graficoStop loss sul prezzo

In questo esempio il rapporto tra rischio e rendimento dell’operazione è decisamente più favorevole, lascio a te calcolare la distanza tra lo stop e il target di prezzo.

Ho già impostato gli avvisi nella mia piattaforma di trading trading 😉

Passiamo alla spiegazione di altri due metodi, questa volta vedremo dove mettere lo stop loss dinamico per seguire lo spostamento del prezzo.

2. Impostare lo stop loss dinamico oltre la volatilità del prezzo

Per impostare questo tipo di stop loss dinamico puoi usare l’indicatore ATR (Average True Range), questo indicatore misura la volatilità media del prezzo delle ultime N candele.

Il suo ideatore, John Wilder, consiglia di lasciarlo impostato su 14 periodi perchè secondo lui 14 è il ciclo prevalente nel mercato per il breve periodo, ascoltiamolo 😉

Per capire come piazzare lo stop dinamico con l’indicatore ATR usiamo il grafico di prima e osserviamolo da più vicino con l’aggiunta dell’ATR a 14 periodi

Stop loss con ATR

Per inserire questo tipo di stop loss dinamico dobbiamo controllare due cifre:

  • il valore attuale del prezzo
  • il valore dell’indicatore

Valore del prezzo: 72,90€, valore ATR: 4,86€ (ho tagliato la cifra per comodità)

Adesso prendiamo il valore dell’ATR e moltiplichiamolo per 2, questo perchè dobbiamo piazzare lo stop loss oltre la volatilità media.

4,86 x 2 = 9.72

Adesso prendiamo questa cifra e la sottraiamo al prezzo: 72,90 – 9,72 = 63,18

Nel grafico ti ho segnato con una linea nera tratteggiata il livello sotto il quale dovremmo impostare lo stop loss, anche qui ci sarebbero tutte le considerazioni inerenti al rapporto rischio/rendimento fatte prima.

3. Inserire uno Stop Loss dinamico dietro la media mobile dei massimi/minimi

Impostare lo stop loss dinamico dietro ad una media mobile a 10 periodi, calcolata sui massimi o sui minimi, permette di posizionarti oltre il rumore del mercato.

Attenzione, le basi di calcolo della media mobile devono essere i massimi o i minimi per utilizzare questo tipo di stop dinamico.

L’unica accortezza di questo metodo è che dobbiamo utilizzarlo solo nel caso di un trend ben definito, altrimenti le mede mobili in generale non servono molto.

Devi calcolare la media mobile sui massimi nel caso di un trend ribassista, calcolarla sui minimi nel caso di un trend rialzista.

Questo perché lo stop dev’essere posizionato sotto il prezzo quando sale, e sopra il prezzo quando quest’ultimo scende.

Vediamo subito questo esempio di stop

Stop loss con media mobile

Il grafico mostra come la media mobile a 10 periodi, in questo caso calcolata sui massimi, segue relativamente bene il prezzo durante le fasi di trend a ribasso ben definite (linee rosse sul grafico).

Nei punti dove il prezzo si muove in lateralità, la media non sarebbe stata un ottimo metodo per piazzare lo stop loss (linea verde sul grafico).

Nel complesso il trend era ribassista, quindi tale mettere lo stop loss in questo modo poteva anche starci.

Se ci fossimo trovati davanti ad un trend rialzista avremmo dovuto tarare la media mobile sui minimi per impostare lo stop loss, come nel grafico sottoStop loss dietro media mobile

Impostare lo stop sotto la media mobile a 10 periodi calcolata sui minimi avrebbe funzionato discretamente bene nei periodi rialzisti ben definiti (frecce verdi).

Quando l’operazione diventa positiva puoi usare lo stesso metodo come trailing stop, ma questa è un’altra storia, tieniti aggiornato sul blog e presto lo vedremo insieme 😉

STOP LOSS NEL TRADING: considerazioni finali

Ti ho mostrato 3 semplici tecniche per piazzare lo stop loss direttamente sul grafico del prezzo, ricorda sempre la regola di impostare lo stop dal punto di vista grafico e solo dopo dal punto di vista economico.

Non eseguire nessun tipo di operazione senza impostare lo stop loss protettivo, che sia esso statico o dinamico, deve essere sempre impostato nella tua piattaforma di analisi tecnica. Sempre!

Non vorrei essere ripetitivo ma la prudenza non è mai troppa.

I rischi fanno parte dell’attività del trader, dipende da noi quanti e quali vogliamo assumerci.

Che tipo di stop adotti?? Preferisci impostare stop loss dinamici o posizionare la chiusura dell’operazione dietro livelli statici del prezzo?

Parliamone nei commenti qui sotto 😉

8 Comments
  • Patricia
    Posted at 22:30h, 07 ottobre Rispondi

    Non piazzate lo stop loss, a meno che non decidiate di stare lontano dal computer. Se invece potete controllare il mercato, e’ sempre meglio tenerlo a mente. Ma poi se si verifica la condizione, abbiate la disciplina di chiudere la posizione manualmente.

    • Adriano
      Posted at 15:50h, 08 ottobre Rispondi

      Nella mia operatività la lontananza dalla piattaforma per fare trading è d’obbligo, lavoro su time-frame minimi giornalieri quindi lo STOP LOSS è sempre impostato in macchina.
      Avere la disciplina di chiudere l’operazione al verificarsi di determinate condizioni sul grafico è qualcosa che non tutti riescono a mettere in pratica, ci vuole una disposizione mentale non indifferente. Bisogna ammettere però che a volte questo tipo di stop può evitare di farci chiudere preventivamente operazioni che poi si sarebbero rivelate profittevoli.

  • massimo
    Posted at 22:55h, 31 marzo Rispondi

    E con questi metodi standard i cacciatori di stop vanno a nozze!!

    • Adriano
      Posted at 09:01h, 01 aprile Rispondi

      Ciao Massimo, con qualche ottimizzazione in più possiamo impostare stop loss migliori, ma l’importante è piazzarlo sempre. Questi metodi permettono un discreto risultato, con l’esperienza sui grafici possiamo aumentare le probabilità di piazzare stop protettivi vicini al prezzo che non vengano colpiti.

  • Alessandro R.
    Posted at 18:40h, 06 gennaio Rispondi

    scusami, perdona la domanda banale ma non ho capito cos’é o come ricavare la linea nera che c’é nel secondo e terzo grafico.

    • Adriano
      Posted at 18:15h, 07 gennaio Rispondi

      Ciao Alessandro, la linee nere sono semplici riferimenti tracciati a mano per capire dove andare ad impostare lo stop loss. Niente di particolare.

  • Alessandro
    Posted at 08:30h, 08 gennaio Rispondi

    il problema dello stop loss è che spesso specie se uno trada sul minuto vengono a “ripulirti”.
    Altro problema è che spesso i prezzi tornano dove li hai lasciati. Specie se fatto un ingresso già su un buon minimo.
    Non c’e una verità assoluta nel trading, esiste qualche soluzione anche utilizzando poco lo stop loss.

    • Adriano
      Posted at 09:09h, 08 gennaio Rispondi

      Tutto vero Alessandro, soprattutto sui timeframe brevi dove la volatilità è molto elevata, lo stop loss può venire colpito molto facilmente. Il trucco è trovare dei livelli chiave che possano fermare (statisticamente) l’andamento dei prezzi e operare sempre in linea con la propria strategia e tolleranza al rischio.
      Chiudere un’operazione in perdita non è mai un problema, l’importante è avere ben chiaro quanto possiamo rischiare finanziariamente e psicologicamente in ogni singolo trade.

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